Il successo iniziale degli EPMD nel 1987 sembrò cogliere di sorpresa molte persone. Senza preparazione né fanfara, lanciarono questo strepitoso debutto su 12" e la gente era così poco preparata che l'etichetta continuava a sbagliare il loro nome. Quelle prime copie su 12" di 'It's My Thing' - e il raro 7" UK che seguì poco dopo - li accreditavano come EPEE MD. Prima di firmare, si facevano chiamare EEPMD, ma decisero di eliminare una E per via del successo di Eazy E della west coast. L'unica persona non sorpresa dal loro successo, però, era il pioniere e produttore hip-hop Kurtis Mantronik, che li mise sotto contratto con la Fresh Records. È giusto che sia stato lui a vedere il loro potenziale, dato che anche lui era uno che andava controcorrente. Le sue produzioni di influenza electro per Mantronix e Just Ice erano in anticipo sui tempi, e forse negli EPMD vide spiriti affini. Perché, quando uscì questo disco, l'hip-hop stava accelerando il ritmo, prendendo spunto dai campionamenti di James Brown e aumentando la velocità. Sia in 'It's My Thing' - sostenuta dalla languida 'Seven Minutes of Funk' dei The Whole Darn Family - sia in 'You're a Customer', con la sua combinazione di ZZ Top e Steve Miller Band - Erick Sermon e Parrish Smith rallentano tutto. Questo dà alle loro voci il tempo di respirare e ci permette di godere del gioco delle loro liriche ricche di metafore e similitudini. Come biglietto da visita, non si può chiedere di meglio.