Esiste una canzone definitiva su Cincinnati? Una che catturi davvero il rapporto travagliato con una città fuori dal tempo e dal luogo? Una città del Midwest della Rust Belt a cavallo del confine meridionale della linea Mason-Dixon? Una città con il più alto numero pro capite di aziende Fortune 500 e uno dei più alti indici di povertà?È proprio questo rapporto con Cincinnati a tormentare il cantautore e polistrumentista Eric Dietrich nel debutto dei Sorry Eric, It's Okay. Composti da membri di Vacation, Mardou, Homemade Drugs e Brindle, i Sorry Eric affrontano di petto questo rapporto di amore-odio con un post-punk spigoloso e da pugni alzati nei brani dal nome proprio "Cincinnati", Evil, Vile Main Street Yuppies" e "It's Okay". Dietrich interiorizza queste lotte esterne in canzoni spoken-word dichiarative come "Earthly Insults" e "Bicycle Experiments", dove i personaggi affrontano questioni esistenziali dopo funerali o durante giri in bicicletta in periferia. La sensibilità pop dei Sorry Eric si comprende al meglio nella loro discendenza dalla Flying Nun Records neozelandese: dalla innegabile sensibilità melodica e dalla prospettiva leggermente distorta nella composizione di ogni brano al dipinto di Robert Scott (The Bats) sulla copertina dell'LP, il legame spirituale è profondo.