Concettualmente, Pale Spring cerca di conciliare le contraddizioni della condizione umana: guarire dalla depressione e dal trauma generazionale, e trovarvi conforto. Harper Scott scrive canzoni che raccontano "resoconti intensamente personali" e "le immagini che infestano i miei sogni". DUSK abbonda di ferite, fratture e corpi; i personaggi desiderano, fanno l'amore, si mettono a nudo. Queste canzoni hanno una qualità onirica, esistono fuori dal tempo; la loro simultanea essenzialità, ricchezza e languore smentisce l'intricata collaborazione della coppia. "Per me scrivere canzoni e produrre sono processi interconnessi", dice Harper Scott. Spesso le canzoni incorporano frammenti di vecchie canzoni, come nel brano di chiusura dell'album "Dark", che ruota attorno a uno scarto delle loro sessioni per CYGNUS. Qui e in tutto il disco, Harper Scott rende elastiche le sillabe: "Give me a space that I can call sacred", canta, e proprio come le sue armonie suggeriscono le progressioni di accordi della canzone, la canzone suggerisce un tale spazio.1. Safe 2. Please U 3. Bruise 4. Slow Motion 5. Highway 6. Crystalline 7. Dusk 8. Intact 9. Dripping 10. Pulled Apart 11. Delirium 12. Dark